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Roma, i commercianti dovranno curare gli spazi pubblici davanti ai loro negozi

Pulizia e igiene urbana nel solco delle aree pubbliche intese come bene comune. Un’ordinanza capitolina che non riesce a mettere tutti d’accordo
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Pulizia e igiene urbana nel solco delle aree pubbliche intese come bene comune.  Un’ordinanza capitolina che non riesce a mettere tutti d’accordo. “Una delibera vergognosa”, secondo il Codacons, che definisce così il provvedimento approvato ieri dall’Assemblea capitolina su proposta del M5S. Un provvedimento che aggiorna il nuovo regolamento sui rifiuti, prevedendo il coinvolgimento di cittadini e commercianti nella pulizia delle strade.

“I cittadini e gli esercenti romani già pagano salate tasse per la raccolta rifiuti e la pulizia di strade e marciapiedi – ha detto il presidente Codacons, Carlo Rienzi – se tale servizio non viene svolto, ed è sotto gli occhi di tutti che nella capitale tale prestazione non viene eseguita, non si capisce perché debbano essere gli utenti a farsi carico delle carenze dell’amministrazione e dell’ama”.
“Ricordiamo al Campidoglio che i romani pagano per il servizio di raccolta rifiuti le tariffe più elevate d’Italia, con una spesa procapite pari a 270,2 euro – ha aggiunto Rienzi –. A fronte di tale dato, se si vuole coinvolgere la cittadinanza e i commercianti nella pulizia delle strade, dovrà essere disposta un’adeguata riduzione della Tari in loro favore. in caso contrario, impugneremo la delibera al Tar al fine di ottenerne l’annullamento”.

La prima firmataria della delibera, invece, si dice soddisfatta dell’approvazione che a suo avviso colmerebbe “una lacuna normativa che nessuna Amministrazione precedente aveva preso in considerazione. Con tale atto, infatti, – si legge nella nota di Simona Ficcardi – Roma Capitale conferisce agli Uffici, il compito di aggiornare le prescrizioni contenute nel regolamento per la disciplina del servizio dei rifiuti urbani attualmente ferme al 2005. Una situazione inaccettabile, soprattutto alla luce delle indicazioni del Testo Unico Ambientale approvate con d.lgs. 152/2006 e della Legge 221/2015, che tratta anche i rifiuti prodotti da fumo, nonché i rifiuti di piccolissime dimensioni […]”.

“In coerenza con il dettato normativo contenuto nel TU e con i principi in esso contenuti, – precisa ancora la nota – è nostra intenzione responsabilizzare anche i cittadini, quantomeno in quota minima, sul tema della riduzione dei rifiuti. Ai commercianti, inoltre, si chiede di svolgere le necessarie attività di ‘spazzamento’ degli spazi pubblici loro affidati ad estensione dell’attività economica svolta, al fine di garantire adeguata pulizia e igiene urbana. Si tratta di una proposta di collaborazione che, è bene precisarlo, non comporterà alcun obbligo o sanzione, ma farà affidamento sul senso civico di tutti gli attori coinvolti”.

 

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