Farmaci, fumo e alcol: trent’anni di stili di vita degli italiani
Salute 16 Aprile 2026, di Danilo Grossi
L'Istat fotografa tre decenni di trasformazioni nelle abitudini sanitarie della popolazione. Cresce il consumo di farmaci e si affermano le sigarette elettroniche, mentre fumo tradizionale e consumo giornaliero di alcol calano. Ma emergono nuove fragilità tra giovani e fasce anziane.
19,3%dei fumatori tra gli over 14-6 punti dal 1993
15%con almeno un rischio alcol8 milioni di persone
IL CONSUMO DI FARMACI: UN TREND IN CRESCITA
Nel 2023 il 42,6 per cento degli italiani ha dichiarato di aver assunto farmaci nei due giorni precedenti l’intervista, un dato in lieve aumento rispetto al 41,9 per cento del 2022. Guardando indietro di trent’anni, il salto è evidente: nel 1993 la quota era pari al 31 per cento, con una crescita di oltre dieci punti percentuali che ha interessato sia uomini sia donne e segnala un crescente bisogno di cura nella popolazione italiana.
Un momento di discontinuità si è registrato durante la pandemia, quando il consumo è sceso al 39,9 per cento – verosimilmente per il calo delle prescrizioni legato alla riduzione dell’accesso ai servizi sanitari e alla minore esposizione a patologie acute durante il lockdown. La ripresa successiva, però, non ha ancora pienamente recuperato i livelli pre-Covid: nel 2019 la percentuale era del 43,1 per cento, soglia ancora non raggiunta.
“Dal 31% del 1993 al 42,6% del 2023: oltre dieci punti in più di italiani che assumono farmaci quotidianamente”
Le differenze di genere sono marcate e stabili nel tempo: nel 2023 il 46,2 per cento delle donne contro il 38,9 per cento degli uomini ha riferito l’assunzione di medicinali. L’età è un fattore determinante: a partire dai 55 anni circa la metà della popolazione fa ricorso ai farmaci, quota che sfiora il 90 per cento tra gli over 75. L’incremento più significativo degli ultimi trent’anni riguarda proprio gli ultrasessantaquattrenni, per i quali si registra un aumento di 12,5 punti percentuali.
Consumo di farmaci per fascia d’età – principali evidenze 2023
Fascia d’età
Quota consumatori
Tendenza (ultimi 30 anni)
Fino a 54 anni
< 50%
In crescita
55 anni e oltre
~50%
In forte crescita
75 anni e oltre
~90%
Incremento massimo (+12,5 pp over 64)
Donne (tutte le età)
46,2%
Stabile il divario vs uomini
Uomini (tutte le età)
38,9%
Divario costante nel tempo
IL FUMO: CALA QUELLO TRADIZIONALE, CRESCONO LE NUOVE FORME
Sul fronte del tabacco, i dati mostrano una progressiva riduzione del fumo tradizionale. Nel 2023 il 19,3 per cento della popolazione di 14 anni e più si dichiara fumatore, contro il 25,4 per cento del 1993 e il 22 per cento del 2005. Il calo è in gran parte attribuibile agli uomini: la loro prevalenza si è ridotta di quasi 19 punti percentuali nell’arco di trent’anni, portando il divario di genere dai 18,7 punti del 1993 ai 7,4 punti del 2023 (23,1% uomini contro 15,7% donne).
Il picco di fumatori si concentra nella fascia 25-34 anni (26,9 per cento), con valori relativamente stabili fino ai 60-64 anni e poi in netta diminuzione. Un dato preoccupante riguarda le giovani donne (15-24 anni), per le quali si registra un aumento di 3,6 punti percentuali nell’ultimo decennio. Anche le donne di 55-74 anni mostrano un incremento (+7,5 punti percentuali), segno che la riduzione del fumo femminile è concentrata solo nella fascia adulta di mezzo.
I forti fumatori – chi consuma venti o più sigarette al giorno – sono oggi il 3,6 per cento della popolazione over 14 (pari al 19 per cento dei fumatori), in netto calo rispetto al 9,6 per cento del 1993. La distribuzione geografica risulta abbastanza uniforme: 18,9 per cento al Nord, 19,6 per cento al Centro, 19,4 per cento nel Mezzogiorno, con una riduzione più marcata al Centro.
“Le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato hanno quasi triplicato gli utilizzatori dal 2014 al 2023: da 800 mila a 2,5 milioni”
Accanto al fumo tradizionale, si affermano con crescente velocità le nuove forme di consumo. Nel 2023 il 6,5 per cento della popolazione over 14 usa sigarette elettroniche e/o prodotti a tabacco riscaldato non bruciato (HnB). La fascia 18-34 anni è la più coinvolta (14,1 per cento). In soli due anni il consumo di prodotti HnB è quasi raddoppiato (da un milione a quasi due milioni di utilizzatori tra 2021 e 2023). Dato significativo per le politiche locali: la maggior parte degli utilizzatori di questi dispositivi è anche fumatore tradizionale (4,6 per cento del totale), il che li configura come un’aggiunta e non una reale alternativa per smettere di fumare.
IL CONSUMO DI ALCOL: MENO QUOTIDIANO, PIÙ OCCASIONALE E RISCHIOSO
Le abitudini alcoliche degli italiani hanno subito trasformazioni strutturali negli ultimi venticinque anni. A fronte di una sostanziale stabilità del consumo annuale (dal 70,1 per cento del 1998 al 68,7 per cento del 2023), si è verificato un profondo cambiamento nelle modalità: il consumo giornaliero è crollato dal 33,3 per cento al 19 per cento, mentre il consumo occasionale è salito dal 37,3 per cento al 49,8 per cento, e quello fuori dai pasti è passato dal 23,8 per cento al 33,4 per cento.
Il vino resta la bevanda più consumata (56,9 per cento), dopo una flessione registrata tra il 1998 e il 2014, oggi recuperata. I superalcolici hanno però registrato la crescita più intensa: dal 39,4 per cento del 1998 al 49,9 per cento del 2023, con un aumento particolarmente marcato tra le donne (+14,3 punti percentuali contro +6,1 degli uomini). In crescita anche la birra (+5,5 punti percentuali), spinta soprattutto dai consumi fuori pasto.
Comportamenti a rischio nel consumo di alcol – Anno 2023
Tipologia di rischio
Totale
Uomini
Donne
Almeno un comportamento a rischio
15,0%
21,2%
9,2%
Consumo abituale eccedentario
8,8%
12,2%
5,5%
Binge drinking
7,8%
10,8%
3,1%
Adolescenti 11-17 anni (consumo nell’anno)
15,7%
22,4%
13,3%
Over 64 anni (consumo a rischio)
18,1%
30,2%
8,5%
Gli over 64 anni rappresentano la fascia con la prevalenza più alta di comportamenti a rischio (18,1 per cento complessivo, con il 30,2 per cento tra gli uomini anziani), seguiti dagli adolescenti di 11-17 anni (15,7 per cento). Tra i minori il 2,8 per cento mostra abitudini particolarmente rischiose – consumo giornaliero, binge drinking o consumo fuori pasto settimanale – segno che i divieti legali da soli non bastano.
Dal punto di vista geografico, il rischio alcol è più elevato al Nord (con il Nord-est al 18,4 per cento) e più basso nel Mezzogiorno (11,9 per cento), anche se le differenze si sono ampliate negli ultimi vent’anni proprio per una riduzione più rapida al Sud.
FOCUS COMUNI | Cosa dicono questi dati per le politiche locali
I dati Istat delineano un quadro in cui i Comuni sono chiamati a svolgere un ruolo di primo piano. Tre sono le priorità che emergono con chiarezza.
1. Anziani e consumo di farmaci. L’aumento della popolazione over 65 che assume farmaci impone ai Comuni di rafforzare i servizi di assistenza domiciliare e le reti di prossimità, garantendo la corretta aderenza terapeutica specie tra i più fragili.
2. Giovani e nuove dipendenze. La crescita dell’uso di e-cigarette e prodotti HnB tra i 18-34enni richiede interventi di educazione sanitaria nelle scuole e negli spazi pubblici. Le politiche di prevenzione del tabagismo devono aggiornare i propri messaggi per includere i nuovi dispositivi.
3. Alcol e minori. Il 15,7 per cento degli adolescenti di 11-17 anni che ha consumato alcol nell’anno è un campanello d’allarme che richiede politiche integrate: controlli più efficaci nei punti vendita, campagne di sensibilizzazione rivolte a famiglie e scuole, e potenziamento dei Piani locali di promozione della salute.
NOTA METODOLOGICA
I dati presentati in questo articolo sono tratti dall’Indagine multiscopo sugli aspetti della vita quotidiana condotta annualmente dall’Istat su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia. Il rapporto “Trent’anni di vita quotidiana: tendenze e trasformazioni nella società italiana” analizza le serie storiche 1993-2023 per i principali indicatori di salute e stili di vita. Il consumo di farmaci si riferisce ai due giorni precedenti l’intervista; il fumo al consumo abituale di tabacco tra i 14 anni e più; il consumo di alcol a rischio alle soglie stabilite dalle raccomandazioni LARN 2014 del Ministero della Salute.