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Sardegna: sbloccati 150 milioni per le opere pubbliche

L'Ance raccomanda ai Comuni di destinare le risorse disponibili agli investimenti e ai pagamenti alle imprese
giornale dei comuni

Centocinquanta milioni di euro in più per le opere pubbliche nel 2016 rispetto allo scorso anno: sono le risorse a favore dei Comuni liberatesi con il superamento del Patto di stabilità, previsto nell’accordo con il Governo siglato quasi due anni fa dalla Regione. Risorse che, secondo Pierpaolo Tilocca, presidente di Ance Sardegna, devono essere destinate agli investimenti e ai pagamenti alle imprese. “Solo così saremo in grado di recuperare crescita economica e occupazione”, sostiene. Il numero uno dell’associazione regionale dei costruttori sottolinea come, grazie alla Manovra di finanza pubblica 2016, “finalmente ci siano le condizioni per sbloccare gli investimenti in opere pubbliche. Il passaggio al pareggio di bilancio – osserva ancora Tilocca – mette fine a un meccanismo contabile che, ponendo vincoli ottusi e impedendo alle amministrazioni di spendere le risorse disponibili in cassa, ha ostacolato la realizzazione d’interventi utili per il territorio”. Dal 2008 a oggi i Comuni hanno perso circa il 40% di spesa in conto capitale, passando da 880 milioni a 530 milioni. Secondo la Corte dei Conti, le potenzialità della riforma porterebbero per il 2016 una maggiore capacità di spesa di 150 milioni rispetto al 2015. Tilocca fa notare che oggi i Comuni hanno la possibilità di decidere come sfruttare i nuovi spazi finanziari aperti da questa riforma. “Una decisione importante che deve favorire quelle scelte in grado di rimettere in moto il settore delle costruzioni duramente penalizzato da anni di blocco della spesa e migliorare la competitività del territorio”. Per il rappresentante dei costruttori, dopo anni di battaglie sugli effetti dannosi del Patto di stabilità, che hanno visto impegnate Ance e Anci, “il risultato raggiunto è importante, ma adesso bisogna dimostrare di saper vincere questa sfida”.

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