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Servizi sociali nelle aree interne, 500 milioni per rafforzare assistenza e infrastrutture di comunità

Prosegue il programma nazionale destinato a contrastare esclusione e marginalità sociale nei territori più periferici. Finanziati 803 progetti tra assistenza sanitaria, servizi per anziani, disabili e infrastrutture sociali.
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Il programma per il potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità continua a sostenere lo sviluppo delle aree interne italiane con un investimento complessivo di 500 milioni di euro. L’iniziativa, nata nell’ambito del PNRR e oggi finanziata con risorse nazionali, punta a migliorare l’accesso ai servizi essenziali e a contrastare fenomeni di esclusione e marginalità sociale nei territori più periferici del Paese.

Gli interventi riguardano diversi ambiti, tra cui l’assistenza domiciliare per gli anziani, l’attività di infermieri e ostetriche di comunità, il potenziamento dei piccoli ospedali e dei servizi sanitari territoriali, le infrastrutture per l’elisoccorso, i centri dedicati alle persone con disabilità, oltre a servizi culturali, sportivi e di accoglienza per i migranti.

L’avviso pubblico, pubblicato nel 2022 dall’allora Agenzia per la Coesione Territoriale, ha raccolto 2.550 domande di finanziamento. Di queste, 2.473 sono state valutate e 2.186 giudicate idonee. La graduatoria definitiva, approvata nell’ottobre 2023, ha consentito il finanziamento di 803 progetti, per i quali sono stati sottoscritti specifici accordi con i soggetti attuatori.

Dopo la revisione del PNRR approvata dall’Unione Europea nel dicembre 2023, la misura è stata esclusa dal Piano ma ha mantenuto la propria operatività grazie a una copertura finanziaria nazionale pari a 500 milioni di euro, distribuiti tra il 2024 e il 2029. Successivamente, la legge di Bilancio 2025 ha ridotto le risorse disponibili di 34,5 milioni di euro.

Il Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud ha inoltre aggiornato 800 dei 803 accordi di finanziamento originariamente sottoscritti. Il monitoraggio dell’avanzamento finanziario, procedurale e fisico degli interventi avviene attraverso la piattaforma ReGis, gestita dalla Ragioneria generale dello Stato.

Maggiori informazioni nella nota del Dipartimento per le politiche di coesione

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