Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diffuso, con nota del 22 giugno 2026, le nuove Linee Guida sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore, in attuazione dell’articolo 50 del Codice del Terzo Settore e rivolte agli uffici del RUNTS per garantire un’applicazione uniforme delle regole su tutto il territorio nazionale.
Il documento nasce dall’esigenza di chiarire una materia complessa e spesso priva di prassi consolidata: la determinazione del cosiddetto patrimonio incrementale, ossia la quota di patrimonio maturata dagli enti durante il periodo di iscrizione al Registro e soggetta a devoluzione in caso di uscita dal sistema del Terzo settore. Le linee guida si inseriscono nel quadro del Codice del Terzo Settore e ne precisano l’applicazione operativa, con particolare riferimento alle situazioni di cancellazione volontaria o d’ufficio, perdita dei requisiti o scioglimento dell’ente.
Il testo distingue in modo puntuale tra patrimonio iniziale e patrimonio finale, stabilendo che la differenza tra i due costituisce la base per il calcolo del patrimonio incrementale da devolvere. Vengono inoltre forniti criteri per la ricostruzione del patrimonio iniziale anche in assenza di documentazione completa, attraverso l’utilizzo di bilanci storici, estratti contabili e altre evidenze documentali attendibili.
Particolare attenzione è dedicata ai casi più complessi, come quelli degli enti che adottano il rendiconto per cassa, delle Onlus in transizione verso il RUNTS o delle situazioni in cui intervengono rivalutazioni, errori contabili o variazioni di valore non riconducibili alla gestione tipica dell’ente. In questi casi, le linee guida prevedono rettifiche e sterilizzazioni delle componenti non direttamente legate alla qualifica di ETS.
Il documento ribadisce inoltre il ruolo del revisore legale nell’attestazione del patrimonio e rafforza gli obblighi documentali a carico degli enti che intendono cancellarsi dal registro, sottolineando che il parere dell’amministrazione è sempre necessario anche quando non emergano valori da devolvere.
L’intervento si inserisce nel quadro delle attività del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali volte a garantire certezza applicativa e omogeneità interpretativa nella gestione del Terzo settore, con l’obiettivo di ridurre le difformità operative tra i diversi uffici territoriali e rafforzare la trasparenza nella gestione del patrimonio degli enti.
Consulta le Linee Guida sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore.