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Consiglio di Stato: la pianificazione metropolitana non dipende più dai piani regionali

La Corte chiarisce che il Piano territoriale metropolitano può essere adottato secondo il principio di competenza, senza attendere il coordinamento regionale, pur rispettando le autonomie comunali.
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Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1759 del 5 marzo 2026, ha chiarito un punto cruciale sulla pianificazione territoriale in Emilia-Romagna. La legge regionale 24/2017 ha introdotto il principio di competenza, sostituendo la tradizionale gerarchia “a cascata” tra piani territoriali. Questo significa che l’adozione del Piano territoriale metropolitano (PTM) non è vincolata all’emanazione di atti regionali o all’entrata in vigore del nuovo Piano territoriale paesaggistico regionale (PTPR).

La Corte ha inoltre ribadito il ruolo della Città metropolitana come ente di area vasta, capace di fissare vincoli e obiettivi per garantire coerenza e compatibilità della pianificazione comunale. In questo contesto, il PTM può, ad esempio, vietare la conversione residenziale di edifici dismessi non legati all’attività agricola, lasciando però ai comuni il margine di valutazione tramite il Piano urbanistico generale, senza intaccarne le competenze fondamentali.

Il pronunciamento rappresenta un orientamento senza precedenti, sottolineando l’autonomia della pianificazione metropolitana e il bilanciamento tra pianificazione di area vasta e funzioni comunali.

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