Con il decreto 7 maggio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 131 del 9 giugno 2026, adottato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy di concerto con il Ministero del Turismo, viene data attuazione all’art. 6 del d.lgs. 27 dicembre 2024, n. 219, istituendo le modalità operative dell’Albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici storici.
Il provvedimento si fonda su un principio di integrazione amministrativa multilivello: l’Albo nazionale non costituisce un nuovo elenco autonomo, ma si configura come sistema di aggregazione e armonizzazione degli albi già esistenti a livello regionale, provinciale e comunale, che confluiscono in una banca dati unica gestita dal MIMIT, con funzione di aggiornamento e pubblicazione centralizzata.
Sotto il profilo ordinamentale, viene previsto l’automatismo di iscrizione per i soggetti già presenti nei registri territoriali, rafforzando la continuità amministrativa e riducendo gli oneri di riprocedimentalizzazione, in coerenza con i principi di semplificazione e non aggravamento del procedimento amministrativo. Gli enti territoriali sono tenuti alla trasmissione periodica degli aggiornamenti secondo scansioni temporali predeterminate, con flussi informativi standardizzati e interoperabili.
Elemento centrale della disciplina è l’istituzione di una governance coordinata, affidata a un Comitato misto paritetico tra MIMIT, Ministero del Turismo, Regioni e ANCI, con funzioni consultive e di raccordo, in attuazione del principio di leale collaborazione tra livelli di governo.
Il decreto introduce inoltre una distinzione funzionale tra sezione ordinaria e sezione delle attività storiche di eccellenza, rinviando a successivo regolamento la definizione dei criteri sostanziali di qualificazione, con conseguente struttura modulare dell’Albo.
Sul piano della digitalizzazione amministrativa, viene imposto l’utilizzo di standard tecnici uniformi per la trasmissione dei dati e la pubblicazione online dell’Albo attraverso il sito istituzionale del Ministero e i portali turistici nazionali, con l’obiettivo di garantire accessibilità, trasparenza e valorizzazione anche in chiave promozionale del patrimonio economico e identitario.
Il provvedimento si chiude con la clausola di invarianza finanziaria, escludendo nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Estremi normativi: decreto MIMIT 7 maggio 2026 (GU n. 131 del 9 giugno 2026), attuativo dell’art. 6 d.lgs. 27 dicembre 2024, n. 219.