Vincolo culturale, il parere postumo della Soprintendenza esclude il danno e “sanatoria sostanziale” della violazione formale

In materia di interventi su beni sottoposti a vincolo indiretto, l’ordine di ripristino non discende automaticamente dall’assenza dell’autorizzazione preventiva: ai sensi dell’art. 160 del d.lgs. 42/2004 rileva la sussistenza di un danno concreto all’interesse tutelato. In assenza di pregiudizio, la valutazione postuma dell’Amministrazione può consolidare la legittimità dell’opera.
TAR Lombardia, silenzio della PA e risarcimento del danno: serve la prova rigorosa del nesso causale e della “chance” perduta

Respinta la domanda risarcitoria della società proprietaria di un’area per l’inerzia del Comune sull’ordine di rimozione dei rifiuti ex art. 192 d.lgs. 152/2006: il superamento del termine procedimentale non è di per sé fonte di danno, occorrendo la dimostrazione puntuale di un pregiudizio ingiusto, causalmente imputabile alla condotta amministrativa e non a fattori esterni, nonché della concreta probabilità di un’utilità perduta.
Ordinanze sugli orari degli esercizi commerciali: il TAR chiarisce i confini tra potere ordinario e ordinanza contingibile e urgente del Sindaco

Il TAR Lombardia ribadisce che la disciplina degli orari degli esercizi commerciali rientra nel potere ordinario di coordinamento ex art. 50, comma 7, TUEL e non può essere ricondotta alle ordinanze contingibili e urgenti in assenza dei relativi presupposti, escludendo così l’obbligo di una motivazione rafforzata.
SCIA edilizia e poteri di autotutela: il Comune non è tenuto a riattivare la verifica in assenza di presupposti di illegittimità “sufficientemente provati”

Il TAR Lombardia chiarisce i limiti dell’istanza del terzo ex art. 19, comma 6-ter, L. 241/1990: nessun obbligo di intervento in autotutela se le censure non evidenziano vizi concreti dell’intervento edilizio. Centrale il perimetro del principio di precauzione, che non può fondarsi su ipotesi meramente probabilistiche o sull’incertezza delle misurazioni
Ordine di demolizione e abusi edilizi: la natura “non precaria” delle opere impone il permesso di costruire

Il Tar Campania ribadisce che la valutazione dell’abuso edilizio deve essere unitaria e che tettoie, manufatti stabili e box che determinano superficie e volume rientrano nella “nuova costruzione”, soggetta a permesso di costruire ex art. 31 D.P.R. 380/2001. Esclusa anche la necessità di una motivazione rafforzata dell’ordine di demolizione.
Interdittive antimafia e misure collaborative: serve una motivazione rafforzata sull’attualità del rischio di condizionamento

Carenza istruttoria e motivazionale se l’amministrazione si limita al richiamo degli indizi originari senza valutare in modo puntuale l’applicabilità delle misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis del Codice antimafia e la concreta attualità del pericolo infiltrativo
Gare pubbliche e valutazione delle offerte tecniche: il TAR Campania ribadisce il primato della lex specialis e i limiti del sindacato sulle valutazioni della commissione

Il Tribunale amministrativo chiarisce che la contestazione dei punteggi tecnici non può tradursi in una rilettura del disciplinare né in una sostituzione del giudizio tecnico discrezionale, riaffermando il principio di autovincolo della lex specialis e l’onere di impugnazione nelle forme del ricorso incidentale per le eccezioni escludenti.
Trasferimento di sede farmaceutica e confini comunali: legittimo l’atto regionale se il perimetro territoriale è già definito in sede giurisdizionale

Il TAR Campania ribadisce che la determinazione dei confini tra Comuni, quando consolidata da pronunce del Consiglio di Stato, vincola l’istruttoria amministrativa sui trasferimenti di farmacie. Confermata la legittimità del provvedimento regionale fondato su tale assetto e l’inammissibilità degli atti endoprocedimentali non autonomamente lesivi
Risarcimento anche al fittavolo se l’occupazione del fondo rende antieconomica l’attività agricola

Il Consiglio di Stato riconosce il diritto al risarcimento del danno al conduttore di un terreno agricolo quando l’occupazione senza titolo di una parte del fondo compromette l’equilibrio economico dell’azienda fino a determinarne la chiusura