Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato la metodologia per il concordato preventivo biennale relativo ai periodi d’imposta 2026 e 2027, destinato ai contribuenti di minori dimensioni che applicano gli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale). Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, conferma sostanzialmente il percorso metodologico già utilizzato nelle annualità precedenti, senza modifiche ai criteri di calcolo della proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate.
La metodologia servirà a determinare la proposta di reddito concordato per imprese e lavoratori autonomi, oltre al valore della produzione netta rilevante ai fini IRAP. Per elaborare la proposta, l’Agenzia utilizzerà i dati dichiarati dai contribuenti, le informazioni collegate agli ISA, anche di anni precedenti, e le proiezioni macroeconomiche legate alla crescita del Pil. Tra gli elementi considerati figurano inoltre l’andamento dei mercati e la redditività dei singoli settori economici.
Il decreto recepisce anche l’aggiornamento della classificazione delle attività economiche ATECO 2025 e disciplina le situazioni eccezionali che possono interrompere o modificare gli effetti del concordato. Tra queste rientrano calamità naturali, danni ai locali o alle scorte, sospensioni dell’attività professionale o aziendale e conseguenze economiche derivanti da tensioni geopolitiche nell’area mediorientale, se associate a un aumento dell’inflazione superiore al 5%.
Previsti inoltre meccanismi di adeguamento della proposta per il 2026 in presenza di eventi straordinari comunicati dal contribuente: il reddito concordato potrà essere ridotto dal 10% al 30% in base alla durata della sospensione dell’attività. L’obiettivo dichiarato resta quello di favorire l’adempimento spontaneo e accompagnare progressivamente i contribuenti verso livelli più elevati di affidabilità fiscale nel corso del biennio.